APPELLO
contro la brevettabilità degli esseri viventi
e la monopolizzazione del patrimonio genetico







 
 
 
 

La brevettabilità degli esseri viventi e dei loro geni implica un capovolgimento dei valori senza precedenti, instaurando la mercificazione della stessa vita.

Negli USA, le imprese possono richiedere dei brevetti sugli organismi viventi, geneticamente modificati o meno, e inoltre sui geni, compresi quelli umani, anche senza averne identificato la funzione. La semplice descrizione di un gene è sufficiente per appropriarsene.
 

Anche la direttiva europea 98/44 CE, malgrado qualche precauzione retorica e determinate condizioni imposte al deposito dei brevetti, ammette la trasformazione dei geni delle specie viventi, inclusi quelli umani, in oggetto di commercio (1) .
 

Non è che un primo passo: mediante gli accordi sulla proprietà intellettuale negoziati nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC/WTO), gli USA stanno tentando di estendere la propria legislazione al resto del mondo.
 

A parte le serie implicazioni sul piano etico di questi nuovi brevetti (2), vi sono gravi conseguenze pratiche per la salute, l'ambiente, l'agricoltura e la ricerca scientifica.
 

A questo proposito, un rapporto dell'Accademia delle Scienze francese ha recentemente notato: "Diversi gruppi industriali o società operanti in campo genomico considerano che i dati genomici debbano essere rapidamente resi di dominio pubblico, in modo tale da permettere uno sviluppo normale della ricerca sul piano internazionale. Questo orientamento è d'altronde fortemente sostenuto dalla Carta internazionale sul genoma, la cui adozione è stata promossa dal Comitato internazionale di bioetica (UNESCO) tenendo conto che i geni, in quanto tali, non sono brevettabili in quanto appartenenti al patrimonio comune dell'umanità " (3).
 

Nel campo delle applicazioni mediche, quali che siano d'altronde le riserve che si possono fare sulle terapie geniche o sulla " medicina predittiva " (e in particolare sull'utilizzo che ne viene fatto dai datori di lavoro e dalle assicurazioni) (4) , si possono già constatare i primi effetti della brevettabilità dei geni. Diversi laboratori americani hanno infatti dovuto smettere di lavorare su due geni umani sui quali la società Myriad Genetics detiene un brevetto. In Gran Bretagna, una quindicina di altri laboratori sono a rischio (5).
 

Alcuni arrivano a depositare richieste di brevetto su batteri pericolosi in modo da ottenere royalties sui vaccini che potrebbero venirne ricavati ! (6)
 

La lotta per il controllo dei territori strategici di questa " nuova frontiera " è accanita (7). L'ufficio americano delle licenze e dei brevetti (USPTO) ha già rilasciato oltre 2000 brevetti su geni, e le richieste si contano a milioni. La sola società Celera Genomics totalizza oltre 6500 richieste di brevetto riguardanti geni umani.
 

Per ciò che concerne l'agricoltura, la questione della brevettabilità va esaminata in un contesto globale: ovunque nel mondo, le aziende produttrici di sementi finiscono sotto il controllo di un ristretto numero di ditte agrochimiche. Ormai in grado di rendere indisponibili le sementi naturali (8), queste ultime stanno tentando di perfezionare l'integrazione delle loro diverse attività in un'unica logica industriale, in modo da proporre, in tempi più o meno lunghi, unicamente sementi transgeniche accompagnate da insetticidi, fertilizzanti e diserbanti ad hoc (9).
 

Tali organismi geneticamente modificati (OGM) non hanno peraltro suscitato l'entusiasmo che ci si attendeva nei consumatori e negli agricoltori; i paesi del Sud del mondo li avvertono come una minaccia per la loro agricoltura e la loro capacità di nutrire la popolazione (10).
 

Dal punto di vista dell'industria, per contro, essi presentano il vantaggio di essere brevettabili (11), cosa che potenzialmente consente di stabilire un vero e proprio monopolio, appropriandosi delle risorse genetiche.
 

Per citare la definizione dell'Encyclopédie des Nuisances (12), tale progetto egemonico " mira nientemeno che a privare definitivamente l'umanità di tutte le sue risorse fondamentali, escludendola dall'accesso al patrimonio naturale elaborato nel corso della storia, per poterle vendere un ersatz tecnico ".
 

Agli occhi del produttore di semi, la vita è dotata di una proprietà indesiderata, quella di riprodursi autonomamente. Il suo sogno segreto è sempre stato quello di costringere il contadino a ricomprare i semi ogni anno. Con " Terminator " e la sterilizzazione geneticamente programmata, il sogno è divenuto realtà. Ma una presa di posizione così esplicita ha provocato un tale scandalo a livello mondiale che questa " ripugnante tecnologia " (termine impiegato dallo stesso portavoce della Monsanto!) sarà forse abbandonata. Intanto, i brevetti sulle piante permetteranno comunque di raggiungere l'obiettivo, facendo del contadino che risemina in grano raccolto... un " pirata " ! Questa pratica agricola antichissima, che ha determinato lo sviluppo umano, è d'altronde nota nel gergo dei produttori di semi come " privilegio dell'agricoltore " !
 

Accettare la brevettabilità dei semi equivale in realtà a creare un privilegio inaudito per poche imprese transnazionali. Equivale a considerare di doverle proteggere contro la concorrenza che fa loro la natura, riproducendo gratuitamente i semi nel campo del contadino. Equivale, secondo un paragone ormai classico, a far barricare porte e finestre per compiacere i venditori di candele scontenti della concorrenza sleale del sole !
 

Nel momento in cui la stessa FAO raccomanda l'agricoltura biologica come modello di agricoltura sostenibile (13) e intraprende importanti programmi su scala mondiale per il suo sviluppo (14), è sorprendente che le politiche e i regolamenti operino quasi sempre nel senso di una crescente industrializzazione dell'agricoltura e prestino man forte a ciò che non bisogna aver paura di chiamare predazione planetaria delle risorse genetiche (15).
 

Il contribuente europeo finanzia doppiamente questa industrializzazione dell'agricoltura: mediante gli aiuti diretti, e accollandosi l'onere dovuto agli effetti collaterali di questa scelta: inquinamento, prosciugamento delle falde freatiche, contaminazione ambientale da pesticidi, degrado della salute pubblica, perdita di posti di lavoro... Anche la rierca pubblica effettua ingenti investimenti sugli OGM, spesso in partnership con le ditte che li commercializzano. Partecipiamo infine a questo snaturamento dell'agricoltura su scala mondiale invadendo i paesi del Sud del pianeta con i nostri surplus agricoli sovvenzionati, che mandano in rovina i contadini locali (16). Le coltivazioni di sussistenza cedono allora il posto alle monocolture intensive per l'export, e la malnutrizione e la fame crescono di pari passo.
 

Simili sviluppi, che coinvolgono in maniera irreversibile il futuro dell'umanità, non possono essere lasciati alla mera logica del mercato. Ed è per questo, che superando il semplice punto di vista giuridico, noi, firmatari di questo testo, invitiamo a riflettere sulla necessità di un reale controllo sociale delle applicazioni delle scoperte scientifiche. La ricerca di base dovrà avere un ruolo determinante, assumendosi pienamente le proprie responsabilità.
 

Nell'immediato, chiediamo :
 



 
Chiediamo infine di firmare, riprodurre e diffondere il più possibile il presente appello.





  Note




(1) Il comma 2 dell'articolo 3 prevede che " una materia biologica isolata dal suo ambiente o prodotta mediante un procedimento tecnologico può essere oggetto di invenzione, anche se preesistente allo stato naturale ". Il comma 2 dell'articolo 5 aggiunge : " Un elemento isolato dal corpo umano o altrimenti prodotto mediante procedimento tecnologico, ivi compresa la sequenza o la sequenza parziale di un gene, può costituire invenzione brevettabile, anche se la struttura di tale elemento è identica a quella di un elemento naturale ".

Poiché per definizione ogni gene (o sequenza di geni) suscettibile di applicazioni industriali è stato " identificato, purificato, caratterizzato e moltiplicato " mediante procedimenti tecnologici, ne consegue che i geni stessi sono brevettabili, nonostante le affermazioni del comma 1 dell'articolo 5.
 

(2) Sino ad oggi, solo le invenzioni erano brevettabili, ma non le scoperte.
 

(3) Questo brano è tratto dalle conclusioni di un rapporto dell'Académie des sciences del luglio 1999, intitolato Développement et applications de la génomique , che prosegue : " Altri sostengono un punto di vista diametralmente opposto, ovvero che i nuovi dati sulle sequenze devono poter essere brevettati, anche prima di averne potuto ricavare dei prodotti o delle applicazioni definite. Si assiste allora, secondo questa concezione, come alcuni fanno notare, alla "confisca" di un vero e proprio tesoro di informazioni da parte di una minoranza di imprese egemoniche che consolidano la propria posizione mediante il deposito del brevetto, sia nel campo dei vegetali che nei campi dei batteri o degli animali  ".
 

(4) Per alcuni scienziati, la brevettabilità dei geni rischia di attirare la medicina verso un approccio esclusivamente genetico, sotto la pressione dei laboratori farmaceutici. Questi ultimi vedono in effetti nell'approccio riduzionista " una malattia, un gene, una medicina " una formidabile prospettiva di guadagno. Come dice il rapporto dell'Académie des Sciences citato precedentemente: " L'importanza dei lavori oggi dedicati alla genomica mettono in luce i meccanismi deterministici propri della specie considerata. Non devono pertanto dare al lettore del rapporto l'impressione che tutta la fisiologia "risieda" nei geni, e portarlo a sottostimare i considerevoli effetti dovuti all'ambiente.

La conoscenza delle sequenze non è di per sé sufficiente. Il rapporto lo evidenzia chiaramente ; essa richiede assolutamente una "nuova fisiologia" (e dei nuovi strumenti collegati), in modo tale da tradurre l'enorme quantità di informazioni in conoscenze organizzate, e dunque utili (segnaliamo che l'Académie des Sciences sta preparando, in parallelo, un altro rapporto, che insisterà sull'importanza di sviluppare in Francia "una fisiologia integrativa").

Da questo punto di vista, l'obiettivo di un organismo pubblico (il CNRS francese, il CNR italiano), che dev'essere quello di considerare permanentemente il problema della genomica nella sua complessità, e in sintesi, di privilegiare l'elaborazione di conoscenze rispetto alla compilazione di dati, riassume egregiamente la prospettiva di una "biologia integrativa".

Secondariamente, si è fatto cenno al pericolo implicito nell'attribuzione alla genomica di una capacità diagnostica sostitutiva dell'approccio fisiopatologico e medico ".

Il " genetico anzitutto " si oppone inoltre a una concezione più globale della sanità, che tenga conto dei fattori patogeni di origine sociale (igiene di vita, stress, scadimento della qualità alimentare, inquinamento ambientale ecc.).
 

(5) Il brevetto della Myriad Genetics riguarda due geni (BRCA1 et BRCA2) coinvolti nella comparsa del tumore al seno e alle ovaie. Sono oggetto di esami genetici di monitoraggio del rischio. " Secondo Mike Stratton, Professore all'Istituto di Ricerca sul Cancro di Londra (ICR), sarebbe stato l'ICR a scoprire BRCA2, con l'aiuto del Centro Sanger, il laboratorio senza scopo di lucro di Cambridge, parner del progetto internazionale di mappatura del genoma umano.

Il prof. Stratton ha indicato che la Myriad aveva beneficiato dei dati del Centro Sanger e di fughe di informazioni provenienti dall'ICR.

L'ICR è ancora in conflitto con la Myriad."Utilizzano il loro brevetto per limitare l'impiego delle sequenze BRCA1 e BRCA2 da parte dei laboratori d'analisi che beneficiano di finanziamenti pubblici in Europa" ha dichiarato il prof. Stratton ". (The Guardian, Londra, 17 gennaio 2000)
 

(6) Una società americana ha depositato una richiesta di brevetto su uno dei batteri responsabili della meningite. Ciò potrebbe portare al pagamento di diritti su ogni trattamento se venisse trovato un vaccino contro la malattia. Julia Warren, della Meningitis research foundation (G.B.) ha dichiarato : " L'idea che qualcuno possa tentare di brevettare un batterio per pretendere successivamente dei diritti sulle nostre ricerche se troveremo un vaccino non mi era mai venuta in mente. Sono esterrefatta. Questo rischia di rendere proibitivo il costo della cura dei bambini. I nostri fondi sono interamente devoluti alla ricerca, non possiamo permetterci di pagarci sopra dei diritti ". (The Guardian, 7 maggio 1998)
 

(7) " Perché questi investimenti ingenti nella genomica? La ragione principale è che l'analisi sistematica dei genomi e dei geni è un mezzo diretto per acquisire una posizione di proprietà industriale in modo tale da condizionare anni di acquisizioni e da creare un portafogli in grado di garantire rendite in numerosi campi. La genomica industriale non è ricerca, ma emerge piuttosto dall'esplorazione di un nuovo territorio sul quale poter attuare rivendicazioni di proprietà ". (Rapporto dell'Accademia delle scienze francese citato supra.)

In un comunicato congiunto del 14 marzo 2000, Blair e Clinton hanno perorato il libero accesso ai dati concernenti il genoma umano e sollecitato gli scienziati a renderli di pubblico dominio. C'è tuttavia ragione di dubitare dell'efficacia di questa esortazione: l'ufficio americano delle marche e dei brevettti (USPTO) ha affermato due giorni più tardi che la politica statunitense sui brevetti non subirà effetti dalla dichiarazione. Q. Todd Dickinson dell'USPTO ha dichiarato : " I geni e le invenzioni genomiche che risultavano brevettabili la scorsa settimana lo sono anche oggi, secondo le medesime procedure ".
 

(8) In risposta a questa situazione, si stanno fortunatamente creando un po' dappertutto delle cooperative di produzione e di distribuzione di semi. Così ad esempio la banca dei semi del KRRS, un sindacato di agricoltori dell'India meridionale che vanta diversi milioni di soci, distintosi nella lotta agli OGM. Anche in Europa i movimenti di agricoltori si stanno mobilitando per la conservazione della biodiversità agricola.
 

(9) Questa logica di integrazione trova la propria realizzazione nei GURT (Genetic use restriction technologies) che permettono di controllare l'espressione dei geni trasferiti. Il transgene di interesse agronomico non si manifesterà che in presenza di una " chiave " chimica (ad esempio un diserbante) venduto assieme con la semente.
 

(10) " Noi, delegati dei paesi africani partecipanti alla quinta sezione straordinaria della commissione per le risorse genetiche, tenutasi a Roma dall' 8 al 12 giugno 1998, denunciamo fermamente l'utilizzo dell'immagine dei poveri e degli affamati dei nostri paesi da parte di società multinazionali che agiscono al fine di promuovere una tecnologia che non è sicura né per la salute, né per l'ambiente, e che non presenta alcun vantaggio economico per noi [...] Non crediamo affatto che queste società o le loro tecnologie genetiche aiuteranno i nostri contadini a produrre il nutrimento necessario al XXIesimo secolo. Al contrario, pensiamo che esse distruggeranno la diversità, i saperi locali e le pratiche agricole tradizionali che i nostri contadini hanno sviluppato nel corso dei millenni, scalzando in tal modo la nostra capacità di nutrirci autonomamente. Invitiamo i cittadini europei a fare atto di solidarietà con l'Africa opponendosi a queste tecnologie transgeniche affinché le nostre colture, diverse e naturali, possano continuare a crescere ". Dichiarazione dei delegati africani della FAO (eccetto Sud Africa).
 

(11) Contrariamente agli USA, i paesi europei non permettono attualmente di brevettare dei vegetali. L'Ufficio europeo dei brevetti ha da poco autorizzato il deposito di brevetti per piante transgeniche, motivandolo con l'opinione che una pianta il cui patrimonio genetico è stato modificato è assimilabile a un'invenzione, a differenza delle varietà prodotte da incroci o selezioni (comunicato stampa dell'OEB del 20 dicembre 1999).
 

(12) Remarques sur l'agriculture génétiquement modifiée et la dégradation des espèces. Éditions de l'Encyclopédie des Nuisances, aprile 1999.
 

(13) Secondo un documento della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) del 1997, un miliardo di ettari di terra fertile sono scomparsi durante il ventesimo secolo a causa dell'agricoltura intensiva, cioè altrettanti che dall'inizio della storia dell'umanità. L'agrochimica è uno dei principali responsabili della perdita della biodiversità. Si stima che ogni giorno si estinguano fra le cinquanta e le trecento specie vegetali e animali.
 

(14)  " È compito della FAO (organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) dare all'agricoltura biologica un posto legittimo nei programmi a favore di un'agricoltura stabile nel tempo e aiutare i paesi membri nei loro sforzi per rispondere alla domanda degli agricoltori e dei consumatori in questo settore. L'agricoltura biologica può contribuire alla realizzazione degli obiettivi globali di lunga durata. In primo luogo, gli agricoltori e i trasformatori del settore biologico possono, con i loro sforzi per conformarsi a norme di certificazione rigorose, scoprire nuove e innovative tecniche di produzione applicabili anche ad altri sistemi agricoli. In secondo luogo, l'agricoltura biologica può aprire degli sbocchi commerciali agli agricoltori e ai trasformatori che scelgono di modificare le proprie pratiche per rispondere a determinate esigenze dei consumatori. Infine, l'agricoltura biologica favorisce il dibattito pubblico nazionale e internazionale sulle politiche di lungo termine, contribuendo a una migliore comprensione delle questioni ambientali e sociali meritevoli di attenzione ". (FAO, comitato per l'agricoltura, 15esima sessione, Roma 25-29 gennaio 1999)
 

(15)  I brevetti sui vegetali (accordati in base a modificazioni genetiche o meno), consentono di aspirare all'esclusiva commerciale su conoscenze e risorse genetiche sviluppate nel corso dei secoli dai popoli indigeni e dalle comunità agricole del mondo intero. Un rapporto della RAFI (Rural Advancement Foundation International) elenca 147 casi di " biopirateria " riguardanti piante commestibili (quinoa, fagioli messicani, ceci indiani, riso Basmati...), piante medicinali e piante suscettibili di impiego industriale.

In Le monde n'est pas une marchandise (Ed. La découverte), José Bové ha recentemente notato : " La maggior parte del patrimonio genetico del pianeta si trova nei paesi del Sud del mondo, ma sono i paesi ricchi a detenere la maggioranza delle tecniche e del know-how necessari alla manipolazione e all'appropriazione garantita per legge della materia vivente. Gli esploratori genetici delle grandi multinazionali setacciano i paesi del Sud alla ricerca di specie rare suscettibili di valorizzazione economica. L'esempio del neem è emblematico: le sue virtù insetticide, medicinali, combustibili, alimentari ne fanno una pianta quasi sacra, e gli valgono da millenni un vero e proprio culto. Ebbene, una ditta americana ha avuto la buona idea di isolare il principio attivo insetticida della pianta e brevettare il procedimento impiegato. Gli indiani, per parte loro, avevano da tempo isolato questo principio attivo del neem, ma non si erano mai sognati di proteggere il procedimento o il principio attivo, ritenendo implicitamente che il neem dovesse restare di pubblico dominio. Oggi, c'è da temere che la ditta proprietaria dei diritti di sfruttamento di questa pianta impedisca ai contadini indiani di utilizzarne l'insetticida naturale, che entra in concorrenza con quello da essa prodotto "
 

(16) Paesi del Sud che devono rinunciare, in base agli accordi del WTO/OMC, a controllare il volume delle loro importazioni agricole. Parallelamente, la Banca Mondiale e l'FMI (Fondo Monetario Internazionale) fanno pressioni sui paesi indebitati perché aumentino le esportazioni agricole in modo da ottenere la valuta necessaria al pagamento del debito.
 

(17) Estratto della dichiarazione del gruppo dei paesi africani al WTO/OMC (ref.WT/GC/W/302) : " La revisione del detto articolo 27.3b deve affermare da un lato, che le piante e gli animali, come anche i microorganismi e ogni altro organismo vivente o parte di esso, non sono brevettabili, e dall'altro, che neppure i processi naturali che permettono alle piante e agli animali di svilupparsi possono essere brevettabili ". Questa proposizione è già sostenuta da India, Pakistan, Indonesia, Filippine, Brasile, Costa Rica e Honduras.
 

(18) Premi subordinati all'utilizzo di sementi industriali, tassa sulle sementi prodotte in fattoria, norme sanitarie europee inadeguate, che privano una quantità di produttori-agricoltori e di artigiani trasformatori della possibilità di vendere i loro prodotti sui mercati, superficie minima di installazione ecc...)
 

(19) Ogni sorta di regolamenti, promulgati a esclusivo beneficio delle grandi ditte produttrici di sementi, ostacolano l'accesso alle sementi tradizionali. Il comunicato di Terre de Semences / Kokopelli testimonia della situazione in Francia.
 

 



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